Sic mundus creatus est!
Dalla semplice verità della "Tavola di Smeraldo" di Ermete Trismegisto all'epic fail di Louis Pasteur.
Nella Genesi è scritto che dio creò l’uomo per affidargli il dominio sulla Natura: un lascito postumo e farlocco come l’Editto di Costantino! Noi esseri umani ci siamo convinti alla lunga di essere al vertice della catena alimentare, quando invece ne facciamo parte. Siamo semplici forme di vita basate sul carbonio e viviamo una relazione di profonda simbiosi con ogni più piccola manifestazione del creato.
Ad esempio, conviviamo da tempo immemorabile con un milione di miliardi di batteri e funghi, che abitano e si nutrono del nostro corpo - e lo difendono, giustamente! – più o meno come noi abitiamo e ci nutriamo della natura che ci circonda... ma con la piccola differenza che noi la distruggiamo.
Non dovremmo essere nemici con i batteri, ma alleati.
E, in realtà, lo siamo stati fino a quando abbiamo ignorato la loro presenza. Poi, qualche secolo fa, un ricco mercante di stoffe olandesi si mise a giocare con un nuovo gadget: il microscopio. Da quel momento, i minuscoli inquilini della somosfera non ebbero più un minuto di privacy. E dopo infinite osservazioni, nella prima metà dell’800 si decise che i microbi erano degli invasori. Bisognava sterminarli!
C’era anche chi sosteneva l’esatto contrario e auspicava piuttosto una serena e, anzi, reciprocamente vantaggiosa convivenza, come il fisiologo francese Claude Bernard, ma la sua istanza venne messa in minoranza. Prevalse, invece, la mozione di Koch e di Pasteur, i Grandi Purificatori. Da allora, abbiamo cominciato a sterilizzare il cibo e il suolo, abbiamo impoverito la nostra flora batterica, abbiamo reso infeconde le piante e i loro semi, abbiamo sterminato gli insetti, combattuto febbri e infiammazioni con medicinali specifici, invece di considerarle il modo con cui il nostro corpo, spontaneamente, cura sé stesso.
L’inganno della Teoria dei Germi
La “teoria dei germi” di Louis Pasteur sostiene che le malattie siano causate da batteri esterni al corpo, il quale è naturalmente sterile. Questa teoria è diventata una maledizione per la medicina moderna: ha male indirizzato l’assistenza sanitaria per oltre un secolo, creando un’industria farmaceutica da migliaia di miliardi di dollari focalizzata sull’eliminazione dei germi invece che sul comprendere perché le persone si ammalano. La teoria ha acquisito rilevanza non grazie al suo merito scientifico ma grazie all’auto-promozione di Pasteur, le sue connessioni politiche con Napoleone III e la soppressione delle teorie concorrenti. Analisi recenti dei taccuini privati di Pasteur rivelano scorrettezze scientifiche, tra cui menzogne sullo sviluppo dei vaccini, e l’effettuazione di esperimenti umani non etici. (Nancy Appleton PhD)
Prendiamo probiotici (pro-βίος: a favore della vita) la mattina e antibiotici (anti-βίος: contro la vita) la sera: viviamo in un’epoca di grandi contraddizioni. Oggi, ormai, non abbiamo più difese, siamo inermi. E un piccolo virus può portare al collasso l’intero pianeta. Pensavamo che il pericolo venisse dall’alto, che fosse un enorme meteorite, la bomba atomica o un lucertolone tipo Godzilla... invece è piccolissimo. “Come in alto così in basso” scriveva l’amico Ermete.
Probabilmente anche il Coronavirus è venuto in pace: voleva solo un passaggio in groppa all’animale più infestante del pianeta. Perché ucciderlo, se gli era così utile? È stata forse la sua azione in concomitanza con i danni causati dall’inquinamento o a una o più malattie della modernità, come il diabete o l’ipertensione, la vera causa di cotanta mortalità? Il virus pensava forse che con noi fosse amore, invece era un calesse e pure mezzo sgangherato?
Secondo gli esperti dell’EcoHealth Alliance statunitense, che raccoglie epidemiologi, medici, veterinari e biologi intenti a studiare una nuova branca della medicina chiamata “ecologia delle malattie”, tutte le patologie emergenti nell’ultimo mezzo secolo sono collegate alle modifiche nella demografia mondiale. In cento anni la popolazione umana è aumentata in maniera esponenziale: l’uomo ha intensificato lo sfruttamento della natura, soprattutto nelle zone tropicali, e ha sconfinato in terre non abitate in precedenza. La ricerca di nuovi territori e la necessità di dare sostentamento a miliardi di persone hanno creato, in diverse aree del mondo, incubatori ideali affinché i virus circolino, si riproducano e mutino velocemente. Gli uomini primitivi, cacciatori e raccoglitori, non sapevano che cosa fossero le epidemie: quando sono comparse agricoltura e allevamento, l’uomo ha iniziato ad aggregarsi nelle città e le malattie infettive hanno trovato terreno fertile per trasmettersi e prosperare.
La salute dipende dall’equilibrio di quattro aree interconnesse che determinano se il corpo mantiene o perde l’omeostasi. L’Area I riguarda i fattori psicologici: il modo in cui interpretiamo le esperienze, gestiamo lo stress e elaboriamo le emozioni influisce direttamente sulla chimica del corpo tanto quanto le scelte alimentari. L’Area II comprende tutto ciò che introduciamo attraverso la bocca: cibo, acqua, farmaci e altre sostanze che possono sostenere o compromettere l’equilibrio. L’Area III riguarda i fattori ambientali, dalle sostanze chimiche e le radiazioni elettromagnetiche fino all’esercizio fisico e ai ritmi del sonno. L’Area IV coinvolge l’allineamento strutturale, riconoscendo che la struttura fisica influisce sulla biochimica tanto quanto la chimica influisce sull’integrità dei tessuti. Problemi in una qualsiasi di queste aree influenzano anche le altre, rendendo essenziale un’attenzione globale a tutte e quattro per mantenere la salute. (Nancy Appleton PhD)
Il patto con la Natura oramai si è rotto e - forse troppo tardi – abbiamo scoperto che qualsiasi fattore ambientale ha la capacità di modificare il DNA di ogni singola cellula del nostro corpo. Si chiama epigenetica ed è una scienza che ci dimostra, in pratica, quanto noi siamo strettamente legati all’ambiente in cui viviamo: se lo modifichiamo, modifichiamo anche noi stessi. E poiché il clima, la qualità dell’aria, il cibo, lo stress, la paura, l’uso di apparati elettronici, le onde elettromagnetiche e anche le nostre stesse emozioni regolano il 98% delle funzioni del nostro DNA, si potrebbe forse azzardare che il lock-down, alla lunga, è un po’ una cazzata. Il filo spinato non è mai la soluzione.
Piccino picciò.
Come ogni anno, è cominciata a tambur battente la campagna di vaccinazione anti-influenzale, che in molte regioni sarà gratuita per tutte le fasce d’età. Gli esperti prevedono che si ammalerà almeno un italiano su tre e molti virologi consigliano di vaccinare anche i bambini.
D’altronde, non c’è nessun altro animale al mondo che combatte contro i batteri con cui convive. Perché è dai microbi che è nata la vita su questo pianeta, senza di loro non saremmo esistiti. Come è stato possibile considerarli dei nemici? Bisogna piuttosto rafforzare la nostra alleanza con loro e fortificare le naturali difese immunitarie, non cercare a priori nuovi vaccini. I batteri e i virus si adattano all’ambiente, noi invece non ne siamo più capaci, forse non lo siamo mai stati. Basta guardare un essere umano appena nato: un esserino come quello non è adatto a questo pianeta, è evidente. Nudo, praticamente cieco, incapace di respirare, con i polmoni pieni di liquido. E quel cordone che lo tiene ancorato alla nave-madre, come in una passeggiata extra-veicolare! Gli arti che annaspano nel vuoto, una testa troppo grande, la muscolatura del collo non è in grado di sorreggerla. È stato già un miracolo che sia riuscita a passare da un orifizio così piccolo! Questo cucciolo d’uomo non ha neanche un habitat naturale che lo possa accogliere in sicurezza: un animaletto così non potrebbe sopravvivere, dovrebbe essere immediatamente espulso come si farebbe con un aborto, un esemplare malformato o comunque una forma di vita assolutamente inadatta a sopravvivere in armonia con le leggi spietate che regolano la natura. Eppure...
Non siamo adatti alla natura, è evidente. Per questo la consideriamo nemica. E la combattiamo. Ora, però, abbiamo un problema: il lavoro di Koch e Pasteur, che è stato valido per un secolo e mezzo, non funziona più. In Europa si registrano più di 35mila morti all’anno per antibiotico-resistenza, in Italia ci sono 50mila morti all’anno per infezioni prese in ospedale. I Pronto Soccorso sono diventati i veri focolai di ogni epidemia. E quello che poteva essere valido in un mondo ancora vergine e incontaminato, oramai non lo è più. Ci siamo troppo indeboliti, la natura si sta riprendendo ciò che è sempre stato suo. Abbiamo messo in piedi un immenso sistema Ponzi e lo abbiamo applicato al Pianeta: i primi investitori hanno goduto di enormi vantaggi, gli ultimi – cioè noi – se la prenderanno nel secchio.






