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Avatar di Alberto Valis

Ho letto Quello che possiamo sapere di Ian McEwan (che stimo moltissimo come progettista) e l’ho trovato lucidissimo nel mostrare il paradosso dell’iper-memoria: non la mancanza di dati, ma il loro eccesso come forma di oblio.

Quello che però mi resta addosso è un dubbio ulteriore. Forse il problema non è ciò che verrà sommerso dal Diluvio Digitale, ma ciò che non potrà mai diventare storia, perché escluso prima: ciò che non produce abbastanza occorrenze, non genera traffico, non è economicamente conveniente da conservare o da indicizzare.

McEwan immagina uno storico paralizzato dall’abbondanza. Io temo uno storico che non potrà nemmeno formulare la domanda giusta, perché le possibilità saranno state ridotte a monte.

Non un’iper-memoria, ma una selezione preventiva che decide cosa è degno di esistere come passato.

Avatar di Monica

Due riflessioni, quando sei felice ed intento a fare cose importanti non hai tempo di postare e scrivere, gli eretici, i dubbiosi vivranno il loro oblio digitale impedendo all’’umanità lo sviluppo di un pensiero critico

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