Discussione su questo Post

Avatar di User
Avatar di PaoloAlberti

Anch'io ho un amico nella stessa condizione, forse stiamo indicando la stessa persona?

Per quanto riguarda la mia persona quel lavoro (inutile?) ma ben pagato non c'è più e rifugiarsi in altro è ( forse illusoriamente ) un modo per dirsi e sentirsi liberi anche se, senza un giusto conquibus, è difficile sentirsi tali.

Avatar di Antonio Aino

Ho letto la tua riflessione come prima cosa questa mattina.

Mi sono portato dietro la tua storia e alcuni passaggi per tutta la giornata.

Come tutte le letture "importanti", ti rendi conto che quello che leggi sta parlando di te e per te, mettendo ordine in un caos di concetti, impressioni, sensazioni che hai in qualche modo già dentro, riuscendo in un sol colpo a darti una visione d'insieme che sentivi di avere a portata di mano, ma mai ad afferrare.

E, al di là delle singolari sensibilità al tema, questo lo riesce a fare solo un artista, nonostante la mia avversità verso questa definizione. Complimenti, davvero.

Chiudo con la richiesta riflessione: concordo con te che l'epidemia di vuoto di senso si allarga sempre più, e rischia di raggiungere scenari pandemici. Quel "mondo che sta dando il peggio di sé" di cui parli, è forse il sintomo collettivo di questa malattia.

In sostanza, se il lavoro o le attività quotidiane non sono più capaci di riempire di senso (pur minimo), se la finzione è smascherata, le alternative a me paiono due: o rifugiarsi nelle attività creative e ricreative; o abbandonarsi alla rabbia, buttando tutto all'aria, facendo caos col caos.

E, paradossalmente, in questo sistema fallito, la seconda via risulta più percorribile.

Ancora 6 commenti...

Nessun post

Assolutamente, procediamo.