Sprologo
E poiché la terra ha fatto un altro giro e il sole è sorto e l’erba cresce e il cavallo campa e il sangue circola nelle mie vene e la mia mente non ha ancora smesso di pensare, continuerò a scrivere a vanvera tutto ciò che mi passa per la testa, insensibile ad ogni profitto, indifferente al conformismo e al pensiero debole elevato a dogma, impassibile di fronte alle passioni tristi ostentate come medaglie, disgustato dalla mercificazione di ogni sentimento, dallo svuotamento di ogni senso, dall’occupazione sistematica di qualsiasi spazio d’espressione secondo logiche di amicizia e tornaconto, mentre il merito viene ogni giorno vilipeso, il bello inzaccherato, la logica e la memoria dileggiate e tradite. Vivo la contemporaneità come un insulto, mi sento estraneo a questo mondo, straniero e incompreso: parlo un’altra lingua, credo in altri valori, non percorro le stesse strade. Sono al di fuori di tutto.
Non ho neanche un profilo su Facebook.
Ogni cosa che ha vita e valore si sta velocemente estinguendo e, come scriveva Hillmann, la mia anima prova un sentimento di perdita, di solitudine, di isolamento, di lutto, di nostalgia e di tristezza. Se non mi sentissi depresso allora sì che sarei pazzo! Sarei completamente escluso dalla realtà. Ma finché avrò ancora occhi per vederla e memoria per ricordarla e parole per descriverla, continuerò a smascherarla e a denunciarla.
Scrivo finché posso, scrivo come posso, scrivo quel che posso. Scrivo in vano purché un giorno non si dica che io non ci abbia provato.
Dunque, cominciamo.





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