La profezia.
Gaza, ICE, Epstein Files: voglio trovare un senso a questa Storia, anche se questa Storia un senso non ce l'ha. O forse sì?
La sera del 10 Aprile 1976 un’elevatissima guida spirituale che si era presentata anni prima con il nome di Dali affidò alla memoria di alcune persone riunite in una casa privata nei dintorni di Firenze - come facevano ogni mese dal 1951 - un messaggio che ha superato gli anni e gli eventi e, nel tempo, ha acquisito sempre più forza e attualità.
Lo ritrovo per caso e mi esplode in testa in mille connessioni e significati, spingendomi a prendere una pausa dal cazzeggio per trascriverlo e infilarlo in una bottiglia da lanciare in questo mare di parole. Spero che anche a voi doni una direzione e un senso di speranza. Se sarà così, vi prego, diffondetelo. Ne abbiamo tutti tanto bisogno.
In questo momento, o figli, in cui ogni valore che l’uomo aveva tenuto sugli altari dei propri ideali sembra sparire, venire calpestato o tenuto in nessun conto, più di sempre è importante che vi siano delle creature come voi che si riuniscono per formare una catena di pensieri e di intenzioni che risulta, all’occhio di chi vede oltre l’apparenza, come una sorta di faro da cui si diffonde un segnale per la nuova strada che l’umanità dovrà percorrere.
Parlare di evoluzione in un simile momento fa correre il rischio di non essere creduti perché, in effetti, udendo i fatti della vostra vita, sembra che l’umanità non sia progredita ma abbia percorso il cammino all’inverso. Voi sapete, perché molte volte lo abbiamo detto – e lo ripeto per chi non ascolta sovente la nostra voce – che tutto avviene secondo un ordine preciso e che anche quello che può sembrare disordine e confusione obbedisce ad una legge di equilibrio che non falla.
Questo momento, che tutto il mondo in generale sta vivendo, è e segna un trapasso da una vecchia epoca ad una nuova.
È un momento di transizione dove cadono le stampelle, gli appoggi, le grucce, i limiti entro i quali l’umanità di ieri doveva muoversi, per dare respiro a più grandi e più ampi spazi. L’umanità di oggi, e più ancora quella del domani, si muoverà in direzioni diverse e – quello che conta più di ogni altra cosa – si muoverà di moto proprio, in maggior libertà.
È questo cadere dei tabù, delle inibizioni, delle morali coercitive che dà l’impressione di un peggioramento nello spirito degli uomini, ma voi dovete guardare con fiducia al nuovo respiro dell’umanità; non dovete giudicare tutti gli uomini dai fatti di cronaca nera o simili che leggete sui giornali.
Di fronte a questi eccessi – pur essi importanti ed essenziali per le creature che li compiono, perché costituiscono l’esperienza che esse debbono fare – di fronte a questi eccessi, dicevo o figli, vi sono tante, tantissime creature che vivono semplicemente, modestamente la loro esistenza. Forse un po’ smarrite perché non credono più alla religione, non credono più all’autorità costituita, non credono più all’onestà di chi li governa e di chi dirige la sorte dei popoli, ma conservano nel loro intimo una intenzione pura, un segreto anelito a qualcosa di buono e di effettivamente accomodante, sanante. Vi sono tante creature che non appaiono sulle colonne dei giornali e attendono di credere ancora a qualcosa di veramente costruttivo.
Ebbene, quando avvicinate qualcuno che è vicino a voi come vicinanza fisica, e più ancora vicino a voi per questo anelito di cui vi dicevo, sappiatelo riconoscere, sappiate dare a queste creature la speranza che esse attendono. Parlate a questo “qualcuno”, dite che ciò che appare è un atto ed una rappresentazione che deve essere, per far scaturire nel loro intimo – nell’intimo di questi che vi ascoltano – come reazione, un maggiore impulso ed una maggior ricerca alla rettitudine, all’onestà – questa volta non più imposte dall’esterno – ma ritrovate nell’intimo di ogni uomo. Questo è quello che io vi raccomando, o figli.
(A questo link è possibile ascoltare il messaggio dalla voce di Dali)




